La dichiarazione finale dell’Assemblea di medio termine

Assemblea di medio termine della FERPA – Roma, 10, 11 e 12 ottobre 2017

I pensionati e le persone anziane iscritti alla FERPA rivendicano insieme alla CES:

Un’Europa sociale, un’Europa migliore per tutti

  1. I 60 anni dell’Unione europea: difendere insieme dei valori comuni

Il 25 marzo 2017, i dirigenti di 27 Stati membri riuniti a Roma hanno firmato la «Carta», assicurando così la continuità dei trattati di Roma sottoscritti sessant’anni fa.

La «Carta», nella sua integralità, impegna i paesi firmatari a unirsi contro il terrorismo e garantire la continuità di sessant’anni di pace, con più solidarietà e cooperazione tra gli Stati membri, opponendosi così a coloro i quali vorrebbero tornare a un’Europa divisa.

Per la FERPA, essere uniti significa costruire una nuova tappa verso l’obiettivo di erigere un’Europa sociale che si preoccupa di rispondere alle esigenze dei cittadini, giovani e meno giovani, uomini e donne.

Europa deve significare democrazia e libertà, libera circolazione dei cittadini e rispetto dei diritti dell’uomo.

L’Europa non può divenire una moltitudine di fortezze chiuse e assediate. Sarebbe una tragedia per l’idea che abbiamo di un’Europa sociale per il mondo del lavoro.

Ciascuno deve dunque svolgere il suo ruolo e assumersi le proprie responsabilità.

Non si tratta di professare una fede politica, bensì di un dovere di civismo e solidarietà.

Dobbiamo rilanciare un’Europa sociale per raggiungere gli obiettivi strategici della CES e della FERPA.

È in siffatto contesto che la FERPA tiene la sua Assemblea di medio termine a Roma.

  1. Una priorità: l’Europa sociale

La FERPA fa sua la «Dichiarazione di Roma» adottata alla conferenza di medio termine della CES a Roma il 29, 30 e 31 maggio 2017.

E come sottolinea la CES «il movimento sindacale ha giocato un ruolo cruciale spingendo le istituzioni europee a modificare il loro approccio, (ma) ciononostante l’austerità non è sparita».

La FERPA si rallegra dell’esistenza del progetto sul pilastro europeo dei diritti sociali. Significa che la dimensione sociale è finalmente – anche se troppo tardi a nostro avviso – all’ordine del giorno europeo. Le proposte vanno nel senso giusto. Ora si tratta di metterle effettivamente in opera insieme ai percorsi abbozzati, perché nel pilastro stesso ci sono ben poche azioni concrete.

La FERPA chiede insieme alla CES che le parti sociali possano partecipare alla realizzazione di questo pilastro. E per quanto la riguarda, la FERPA si impegnerà nello sviluppo del pilastro europeo dei diritti sociali.

Restano dunque numerose sfide da raccogliere, in primo luogo quella della lotta alla povertà, uno degli assi di lavoro prioritari della FERPA. Come ha riconosciuto il Consiglio europeo il 16 giugno 2016: «la crisi finanziaria ed economica ha portato ad un aumento complessivo di oltre 4 milioni di persone a rischio povertà o esclusione sociale»…Esattamente il contrario dell’obiettivo che l’Unione europea si è data nella sua «Strategia Europa 2020» che consiste, invece, nel ridurre questa cifra di 20 milioni entro il 2020.

Oggi, i diritti delle persone anziane vengono modificati e sistematicamente ridotti in Europa. La FERPA esorta a una visione a lungo termine, mantenendo i diritti acquisiti. Questo richiede un finanziamento continuo e un livello adeguato di sicurezza sociale, oltre ad una tassazione più equa. L’Europa deve svolgere un ruolo più attivo nello sviluppo di una convenzione internazionale sui diritti delle persone anziane. Le organizzazioni sindacali delle persone anziane devono essere coinvolte in questo processo.

La lotta alla povertà non è solo un problema morale, di equità o di giustizia sociale, è anche un problema di democrazia, come ha dimostrato la FERPA nella Carta dei diritti dei pensionati e delle persone anziane e nelle discussioni del Comitato esecutivo del 2 marzo 2017. La povertà è una forma di ineguaglianza tanto grave da rendere difficile, se non impossibile, qualsiasi risposta soddisfacente ai bisogni basilari delle persone, giovani e meno giovani.

Nel presente periodo storico esistono altre sfide alle quali dobbiamo far fronte. La FERPA lotta contro qualsiasi forma di esclusione, discriminazione, sessismo, razzismo e xenofobia. La FERPA si oppone ai nazionalismi, ai populismi di ogni parte e alle divisioni pericolose, perché vuole rendere l’Europa più forte, più sociale e non incentrata solo sulle finanze e le banche. Per la FERPA, i pensionati sono cittadini a parte intera. Essi contribuiscono alla coesione sociale e al «vivere insieme». La FERPA vuole un’Europa dei diritti, di giustizia sociale, di uguaglianza, di libertà e di democrazia.

  1. La Risoluzione strategica del Congresso di Budapest della FERPA è più che mai di attualità

Per raggiungere i suoi obiettivi la FERPA ribadisce la risoluzione strategica adottata al Congresso di Budapest l’11 settembre 2015. Essa si impegna a sostenere la Carta dei diritti dei pensionati e delle persone anziane adottata dal Comitato esecutivo il 24 e 25 ottobre 2016 e in particolare:

  • Il diritto alla dignità e la lotta contro le discriminazioni legate all’età
  • Il diritto al benessere
  • Il diritto alla sicurezza

In qualità di rappresentante dei suoi sindacati aderenti, la FERPA, al di là della difesa delle persone pensionate e anziane, rivendica un impegno di solidarietà intergenerazionale:

  • Con i giovani mediante il protocollo firmato tra la FERPA e il Comitato giovani della CES
  • Con il suo sostegno, incondizionato, ai sindacati dei lavoratori che lottano per l’occupazione, i diritti dei lavoratori e contro qualsiasi forma di sfruttamento

La FERPA è consapevole che le sue azioni devono rispondere prioritariamente alle aspettative dei pensionati e delle persone anziane, conformemente agli orientamenti del suo congresso di Budapest:

1. Ottenere il diritto delle persone anziane a percepire un reddito di pensione sicuro, adeguato e dignitoso, perché relegarle nell’assistenzialismo non può che distruggere la solidarietà civica. Questo comporta un sistema di rivalutazione delle pensioni indicizzate ai salari. La FERPA rivendica in ogni paese una pensione minima, di importo sufficiente, tale da consentire una vita dignitosa.

2. Accedere a un servizio pubblico per l’assistenza sanitaria di lungodegenza di alta qualità, che la FERPA intende continuare a promuovere nel quadro di un dialogo sociale a fianco della CES, per garantire a tutte le persone anziane le condizioni per «invecchiare dignitosamente», e affinché questo non sia percepito come un lusso ma come un bisogno giusto ed essenziale.

3. Riconoscere e accompagnare lo sviluppo dell’invecchiamento attivo affinché i pensionati e le persone anziane rimangano soggetti attivi della società. La vecchiaia è una fase della vita che deve essere rispettata, non sopportata. La FERPA denuncia e si mobilita contro ogni forma di discriminazione contro le persone anziane che nega il loro contributo in seno alla società, sia per quanto riguardo il loro investimento nelle associazioni, nella famiglia o nell’impegno politico.

Tale considerazione delle persone anziane è qualificabile come una vera e propria “discriminazione nei confronti degli anziani”.

4. Accompagnare la perdita di autonomia, soggetto importante dato l’allungamento della durata della vita, che genera dipendenze più tardive ma più gravose. Dobbiamo trarre insegnamento dalla nostra esperienza per adottare nuovi approcci e superare i problemi che sono affiorati con l’ICE.

5. Impegnarsi in favore delle donne lottando contro la discriminazione e la violenza, per l’uguaglianza dei diritti, l’uguaglianza salariale e l’uguaglianza pensionistica. Le donne sono più a rischio di povertà rispetto agli uomini, il che vuol dire che l’uguaglianza deve divenire l’obiettivo di tutte le organizzazioni sindacali. Il comitato donne della FERPA contribuirà alla riflessione della FERPA sulla condizione femminile in Europa.

6. Ampliare la politica per gli alloggi, ridurre la precarietà energetica nel rispetto delle politiche ambientali.

Tutto ciò sottolinea il bisogno pressante di un’Europa sociale, di un’Europa dell’occupazione, del benessere pubblico, dei diritti e della giustizia sociale, di un’Europa per tutti.

  1. Una FERPA sempre più forte e rappresentativa

A livello europeo, l’avanzata dell’età, l’allungamento della durata della vita sono una realtà e un’opportunità. Resta il fatto che questa longevità ha delle ripercussioni sociali ed economiche. È in questa nuova congiuntura che la FERPA intende assumere il suo ruolo di federazione sindacale europea per rappresentare e assicurare la difesa dei pensionati e delle persone anziane nell’ambito della CES.

Essa rivendica il diritto di essere riconosciuta in quanto tale per partecipare con voto deliberativo agli organi della CES, come già formulato al Congresso di Budapest al quale era presente il Segretario generale Luca Visentini. La FERPA vuole il suo posto in seno alla CES, tutto il suo posto.

La FERPA può apportare alla CES la sua esperienza grazie all’azione dei lavoratori e lavoratrici oggi in pensione, che desiderano continuare nel loro impegno sindacale e partecipare allo sviluppo di un modello di società fondato sull’equità, la solidarietà, il benessere, l’uguaglianza e la giustizia per tutti i cittadini europei, giovani e meno giovani, uomini e donne.

Forte dei suoi 10 milioni di aderenti, la FERPA sollecita il suo pieno riconoscimento in quanto organizzazione sindacale europea in seno agli organi europei.

  1. Per i due anni a venire, un programma di attività
  • Mobilitarsi per rafforzare la FERPA attraverso l’adesione di nuovi sindacati dei pensionati.
  • Perseguire l’impegno della FERPA in favore dell’«invecchiare bene in Europa», nella fattispecie con il varo di una «campagna» sulla povertà (povertà energetica… povertà alimentare… importo delle pensioni…) e sulla presa in carico delle cure di lungodegenza, attraverso l’ICE.
  • Continuare, insieme alle sue organizzazioni sindacali dei pensionati e insieme alla CES, a sensibilizzare i sindacati dei lavoratori sulle ripercussioni che la carriera professionale può avere sul livello delle loro pensioni future. Tutto questo, nel quadro della lotta contro la povertà.
  • Prestare, con il Comitato Donne della FERPA, particolare attenzione alla situazione femminile, individuando le specificità delle donne pensionate, per condurre campagne europee contro l’ineguaglianza e migliorare la loro situazione.
  • Fare vivere «sul terreno», nel quadro della solidarietà intergenerazionale, il Protocollo di accordo con i giovani e perseguire a livello europeo la partecipazione della FERPA alle attività e agli organi della CES.
  • Continuare a migliorare la «visibilità» della FERPA nei confronti di Bruxelles, incontrando i responsabili decisionali europei a livello di Commissione, di Parlamento e di Consiglio.

La FERPA agirà e coopererà con coloro i quali vogliono costruire un’Europa migliore, sociale e più giusta, per garantire un avvenire sereno a tutti i cittadini europei di ogni età.

In concreto, per migliorare la propria visibilità ed efficienza, e sulla base di questi obiettivi, la FERPA organizzerà in ogni paese, nella primavera 2018, una giornata europea di mobilitazione, secondo modalità da definire.

In occasione delle elezioni europee nel 2019, la FERPA si mobiliterà per un Parlamento europeo che abbia tra le sue priorità l’uguaglianza, la solidarietà e la giustizia sociale.

La FERPA si opporrà alle forze politiche antidemocratiche che vogliono rimettere in discussione i suoi obiettivi.

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